Arte e animazione in dialogo con i brand: intervista a Virgilio Villoresi

Arte e animazione in dialogo con i brand: intervista a Virgilio Villoresi

YET ha avuto il piacere di intervistare Virgilio Villoresi (Fiesole, 1979), rinomato regista, conosciuto in tutto il mondo per le sue magnifiche animazioni dove il live action e la stop motion fanno da padrone.
Il mondo fantastico, gli oggetti vintage da qualcuno dimenticati, l’illustrazione e il cinema anni ’50 sono le sue ispirazioni.
Ha collaborato con importanti brand come Louis Vuitton, Burgari, Caffarel e Sammontana, per citarne alcuni dei numerosissimi.
Ma scopriamone di più.

Ritratto Virgilio Villoresi

Prima cosa: chi è Virgilio Villoresi?

Sono un appassionato cinefilo e un attento collezionista di toy vintage e oggetti del pre-cinema. Vivo nella costante ossessione della ricerca del bello e dell’armonia cromatica.

 

Quando e come si può dire che tu abbia dato inizio alla tua pratica?

Da Quando ho iniziato ad animare a passo uno i miei collage tratti da riviste ingiallite dei primi ’50.

 

Quali sono le radici del tuo lavoro? Artisti o influenze particolari che lo hanno condizionato?

Sicuramente l’ondata dei registi d’animazione polacchi anni ’50 ma anche il cinema d’autore europeo anni ’60. Un occhio di riguardo l’ho sempre avuto per il cinema underground americano da Maya Deren a Kenneth Anger e al cinema surrealista francese vedi alla voce Jean Cocteau e Man Ray.

 

Nonostante i tuoi esordi da regista, si può dire che i tuoi lavori oggi abbraccino un campo molto più vasto che comprende non solo brevi cortometraggi e film ma anche forse un’arte intesa nel senso più tradizionale del termine. Tu come ti definisci? Qual è il tuo approccio all’arte e al suo mercato?

Valentino, 2017 (Frame)

Il mio approccio è estremamente ludico. Quando creo opere artistiche io gioco, mi piace pasticciare con le sculture cinetiche come se fossi un bambino che vuole sorprendersi di fronte a un numero di magia. Non penso alle dinamiche di mercato cerco solo di innamorarmi di quello che faccio.

 

Oltre ai meravigliosi film d’animazione, ci hanno particolarmente interessato i tuoi lavori cinetici. Ti andrebbe di raccontarci un po’ di più a riguardo? Come riesci a unire film e arte?

Le mie opere cinetiche sono principalmente ispirate a dispositivi ottici del pre cinema. Cerco il sentimento di stupore, il colpo fantasmagorico che faccia sorprendere gli occhi davanti alle mie sculture in movimento.

 

L’atmosfera che si respira nei tuoi lavori riporta sempre a contesti surreali, quasi dreamy, e tutto ciò è supportato anche dalla colonna sonora che accompagna il tutto. Ci spiegheresti cosa c’è dietro a questa scelta?

Non saprei risponderti con esattezza… credo sia una propensione naturale alla meraviglia e al sogno. Le mie scelte sono molto naturali, seguo una sorta di flusso creativo che mi porta a quella determinata soluzione.

Dsquared2, 2017 (Frame)

 

Hai lavorato con brand del lusso internazionali, da Bulgari ad Acqua di Parma, passando per Dsquared2, Valentino fino a Sammontana. Come sei riuscito a adattare la tua arte ai valori di ogni azienda? Che differenze hai riscontrato tra i lavori realizzati per brand di moda e quelli per altri settori, come nel caso di Sammontana?

Tutti i brand che hai citato sono stati molto collaborativi con me. Di solito mi lasciano molta libertà creativa perché quando mi contattano cercano il mio stile. Per me è un piacere fare questo tipo di commissioni anche perché posso sperimentare nuove soluzioni creative.

Bulgari, 2017 (Frame)

 

Quanto importante ritieni che sia l’interazione tra arte e azienda? Come credi che si stia sviluppando questo genere di collaborazione oggigiorno? In che modo pensi che artista e azienda possano giovare di una tale cooperazione?

Penso che l’azienda si debba fidare delle proposte dell’artista senza assillarlo di richieste legate al prodotto. In questo modo si crea la prospettiva giusta per dare il meglio.

 

Ultima domanda: quali sono i tuoi progetti per il futuro?

In ballo c’è un nuovo percorso ma non posso dire niente per scaramanzia 😉

 

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