Adrian Paci, The Column, 2012, video 27'

Nctm e l’arte – la passione dello studio legale milanese per l’arte

YET ha avuto il piacere di intervistare Gabi Scardi, direttrice artistica di “nctm e l’arte”, progetto che riflette la passione che l’importante studio legale milanese nutre nei riguardi della cultura.

Iniziamo!

Adrian Paci, The Column, 2012, video 27′

 

 

Kiki Smith, Pyre Woman Kneeling, 2002, scultura in bronzo e bronzo al silicio, foto di Andrea Rossetti

Grazie mille dott.ssa Scardi per aver accettato il nostro invito. Siamo davvero felici di approfondire con lei l’impegno di Nctm per l’arte. Partiamo dal principio: come e quando nasce la passione di uno studio legale per l’arte?

Il progetto nctm e l’arte è nato nel 2011 per volontà di Nctm Studio Legale. L’iniziale desiderio di integrare la dimensione artistica in un contesto professionale si è subito evoluta in un’iniziativa di più ampio respiro.

Il progetto origina dalla convinzione che la ricerca e la progettualità artistica siano in grado di generare nuovi processi di pensiero e capacità innovative nei contenuti e nelle modalità d’azione, anche professionale.

Già prima dell’avvio del progetto dedicato all’arte lo studio manifestava interessi culturali; organizzando, per esempio, presentazioni di libri. Con nctm e l’arte questo interesse ha preso una sistematica.

 

Attraverso il progetto dedicato nctm e l’arte, lo Studio supporta l’arte e gli artisti. Quali sono, nello specifico, le iniziative?

Il progetto è sfaccettato ma le diverse attività sono concepite in modo unitario e coerente. Alla collezione di opere destinate ad essere esposte negli spazi dello Studio si è affiancato il sostegno alla mobilità internazionale degli artisti italiani e alla loro partecipazione a programmi di residenza riconosciuti con la borsa di studio Artists-in-Residence. Il desiderio di proiettarsi verso l’esterno e di contribuire concretamente alla vita culturale di Milano e del paese si è poi concretizzato nelle aperture dello Studio al pubblico e nei numerosi incontri organizzati con artisti e altri protagonisti del mondo dell’arte e della cultura, anch’essi rivolti sia all’interno sia all’esterno dello Studio.  Quest’anno gli incontri in presenza sono stati trasformati in webinar online. A questo si aggiungono il prestito delle opere in occasione di mostre di rilievo; le collaborazioni con musei e istituzioni di rilievo, dalla Biennale di Venezia al PAC di Milano, a Manifesta; gli interventi sul territorio, come nel caso del recupero del Teatro Continuo di Alberto Burri di Milano, avvenuto nel 2015 grazie alla sinergia con il Comune di Milano, alla Triennale e alla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri; e anche la partecipazione al fermento del panorama artistico contemporaneo, per esempio con l’adesione a iniziative collettive come la Milano Art Week, o Studi Festival. Abbiamo aderito a situazioni di questo genere organizzando, per esempio, una serie di performance di artisti quali Marinella Senatore, Elena Mazzi, Emilio Fantin, e Francesco Bertelé, o presentazioni di opere come nel caso di Driant Zaneli.

 

La collezione è composta da video, fotografie, installazioni e disegni di una ventina di artisti italiani ed internazionali; alcune delle quali realizzate nell’ambito di progetti sostenuti e prodotti da nctm e l’arte.

Non c’è una categoria privilegiata, le opere sono individuate in base alla loro attenzione al presente e più in particolare ai temi che sono cari al progetto, quali diritti, cura, equità sociale, vivibilità e sostenibilità ambientale. Ciò che le accomuna è la sensibilità critica e la capacità di sollecitare riflessioni preziose per il contesto contemporaneo e le evoluzioni future. La collezione è in progress.

 

Al centro di nctm e l’arte vi sono i temi di sostenibilità, equità sociale, diritti, giustizia. In che modo vengono sviluppati questi valori?

Emma Ciceri, Madre di monumenti, 2013, print on airtex, collezione privata, foto di Mario Tedeschi – installation vieesti valori?

L’attenzione per questi concetti pervade l’intero progetto, e si è andata sempre più esplicitando nel tempo. Basti pensare al programma del 2019: la performance di Marinella Senatore, Protest Forms: Memory and Celebration. Public opinion descends upon the demonstrators, tenutasi negli spazi dello Studio in occasione della Milano Art Week; l’affiancamento di Loro (Them) progetto pubblico di Krzysztof Wodiczko organizzato dall’associazione non-profit newyorkese More Art, che si è svolto a giugno sul Teatro Continuo a Parco Sempione. Lo stesso si può dire degli incontri.

Nel 2020 invece abbiamo approfondito il tema della cura e del diritto alla salute, individuale e pubblica. Un tema al quale stavamo già pensando, ma che, inteso come atteggiamento attivo e come impegno relazionale, si è affermato quest’anno come estremamente urgente e pregnante. Il programma di webinar online ha visto fino ad oggi in dialogo artisti – Cristina Panicini, Paola Gaggiotti, Cesare Pietroiusti – e psichiatri e pedagogisti – Gustavo Pietropolli Charmet, Claudio Mustacchi.

 

Quali sono i vostri progetti per il futuro? Avete in progetto l’idea di ampliare il dipartimento? Collaborare con nuove realtà?

In questi mesi di sospensione sono emersi nuove idee e progetti, alcuni dei quali legati alle urgenze sollevate dal Covid-19. Siamo ansiosi di poterli attivare, sempre nel rispetto delle norme imposte dalla situazione.

Anche per quanto riguarda le attività legali, lo Studio Nctm ha messo in campo nuove progettualità, implementando tra l’altro le attività legate all’art industry.

 

 

 

Elena Mazzi, Studio per Fratture A, B, C, D, 2014, stampa fotografica e A fragmented world, 2016, video HD, foto di Mario Tedeschi

 

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